lunedì 7 aprile 2008

Il tiranno-Valerio manfredi


Sicilia,412a.C.
comincia il duello infinito fra uomo e una superpotenza.Duello sferrato a colpi di micidiali macchine da guera ed eserciti oceanici,lungo cinque guerre e decine di battaglie.La superpotenza è Cartagine,signora dei mari e megalopoli mercantile.L uomo è Dionisio di Siracusa,combattente intrepido con tre ferree convinzioni;le democrazie sono inefficienti;i Cartaginesi sono i mortali nemici dell'ellenismo e dvono essere sdradicati dalla Sicilia;l'unico uomo in grado di condurre a termine una tale impresa è lui.Per realizzare il suo progetto non teme di danare la propria memoria per i secoli a venire:di essere marchiato a fuoco come "il Tiranno".Ma che è stato davvero Dionisio?Valerio Massimo Manfredi ne ripercorre la vicenda umana e storica,dando vita a un personaggio potente e indimenticabile

giovedì 13 marzo 2008

Echi del passato, ombre del futuro...mai lo spirito dimenticò le terre di Sicilia scritto da S.E.Barone Guido Di stefano


ecco un racconto contenuto all'interno del libro
Dante Questo sconosciuto.
Capolavori perduti nelle nebbie padane:oggi la divina commedia,domani la Bibbia,le opere di Shakeaspeare e il resto.
Sono lontani i tempi in cui studiavamo Dante e ne declamavamo i possenti versi,inebriati di non celato orgoglio:il mondo intero riconosceva la sua grandezza e poneva la "Divina Commedia",con la Bibba e le tragedie di shaekeaspeare,tra le poche opere meritevoli di imperitura memoria.Ricordiamo con affetto il preside Turi Di Bella,un dantista convinto,che ci sorprendeva sempre continuando a declamare,a mente,i canti che ad ogni sua visitastavamo affrontando,il grande "Turi",capae di tenere a dialogo marxisti e teologi.Anche ai ribelli,i futiri sessantottino andava a genio Dante.
Sommo poeta,grande uomo,cultore della persona umana,insofferente al potere,allora come ora arroccato in miope e sterile autodifesa,che strocava ogni anelito costruttivo che trascendesse i confini comunali. Onesto politico,accettato per breve tempo,pagò personalmente e duramente per la coerenza e la trasparenza prprie.Progressista e ribelle e nel contempo moderato e razionale:non è ascrivibile in alcuno dei molteplici stereotipi da cui siamo quotidianamente assillati.Passionale oltremodo,di una passionalità a noi molto familiare,e capace di estatica e pacata contemplazione.Futuristicamente immaginavamo una scuola persino senza professori:ma lungi da noi il peregrino pensiero di una scuola senza Dante.Da quandi i grandi dell'umanità spariscono nelle brume dell'oblio,nelle nebbie padane?Sono gli studenti colpevoli di questo squallore?
No,sono vittime inconsapevoli:perchè in un momento delicato e cruciale della formazione ala cultura e alla vita,sono stati raggirati,beffati e privati di orgogliosa e corroborante linfa,che solo le eterne esemplari radici alimentano.........